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Aconitum
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mwbamwbqAconitum mwbg(mwbwL. mwca1753), comunemente noto come mwcqaconito, è un mwcggenere di mwcwpiante erbacee appartenente alla mwdafamiglia delle mwdqRanunculaceae, diffuso nell'intero mwdgemisfero settentrionale.cite-ref-powo-science-kew-org-1-0[1]

Contents

Radici
Fusto
Foglie
Fiori
Frutti
Usi
Note

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Etimologia

Il nome del genere ("Aconitum") deriva dal mwfggreco mwfwakòniton (= "pianta velenosa"). La pianta infatti risulta conosciuta per la sua elevata tossicità fin dai tempi dell'antichità mwgaomerica. Con questo nome probabilmente veniva indicata una pianta velenosa endemica il cui mwgqhabitat frequente era tra le rocce ripide di alcune zone della Grecia. Due sono le radici che vengono attribuite al nome: (1) mwggakòne (="pietra") facendo riferimento al suo habitat; (2) mwgwkoné (= "uccidere"), facendo ovviamente riferimento alla sua tossicità. Veniva anche usata come simbolo negativo (maleficio o vendetta) nella mitologia dei popoli mediterranei.

Secondo altre fonti (mwhqPlinio)cite-ref-efloras-2-0[2] il nome mwigAconitum deriva da un antico porto sul mwiwMar Nero: "Aconis".

Nel Libro VII delle Metamorfosi, Ovidio racconta della nascita di questa pianta dalla saliva del mitologico cane Cerbero. Dopo essere stato trascinato all'aperto da Ercole, Cerbero, dimenandosi, lasciò cadere la sua bava che si coagulò poi in un'erba velenosa, resistente anche ai terreni rocciosi. Ovidio dice fosse chiamata "aconito" dai contadini, ad indicarne una tradizione agreste antecedente al periodo di stesura dell'opera stessa.cite-ref-3[3]

La denominazione scientifica attualmente accettata (mwkgAconitum) è stata proposta da mwkwCarl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna mwlaclassificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione mwlqmwlgSpecies Plantarum del 1753.

La mwmaspecie tipo per questo genere è: mwmqmwmgAconitum napellus mwmwL..

Descrizione

mwngI dati mwnwmorfologici si riferiscono soprattutto alle mwoaspecie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
Sono piante mwogerbacee, perenni la cui altezza va da pochi decimetri fino a 2 metri. In mwowItalia queste piante si presentano con due forme biologiche: (1) mwpageofite rizomatose (mwpqG rhiz), ossia piante che portano le mwpggemme in posizione sotterranea; durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei come mwpwrizomi, un fusto sotterraneo dal quale, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei. Oppure (2) mwqaemicriptofite scapose (mwqqH scap), ossia piante con mwqggemme svernanti al livello del suolo e protette dalla mwqwlettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso povero o privo di foglie.

Radici

Le radici sono secondarie da mwrgrizoma.

Fusto

• Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è quasi sempre un rizoma di tipo fibroso o mwsgtuberoso fusiforme.
• Parte epigea: la parte aerea del mwtafusto può essere semplice, oppure ramosa; mwtqglabra oppure mwtgpubescente.

Foglie

• Foglie basali: le mwwwfoglie mwxabasali sono di tipo mwxqpalmatosette divise in cinque (o più, fino a 7) segmenti le cui incisioni arrivano fin quasi alla nervatura centrale; i vari segmenti a loro volta possono essere incisi in più lobi. La lamina in genere ha una forma pentagonale ed è mwxgpicciolata. I segmenti possono avere una forma rombica con margini dentati, oppure possono essere lineari-filiformi. Queste foglie sono prive di mwxwstipole. Diametro delle foglie: da 5 a 20mwya cm.
• Foglie cauline: le foglie mwygcauline sono disposte in modo alterno e sono progressivamente più piccole con un numero minore di segmenti; anche i piccioli sono progressivamente ridotti; verso l'mwywinfiorescenza le foglie sono mwzasessili.

Infiorescenza

L'infiorescenza fondamentalmente è di due tipi: (1) a mwbqracemo poco ramoso e compatto (quasi una spiga), oppure (2) tipo pannocchia più o meno ramosa (a rami divaricati) e fogliosa con una disposizione lassa o densa dei fiori. In tutti i casi l'infiorescenza è sempre terminale (raramente ascellare). Alla diramazione dei rami sono presenti delle foglie di tipo mwbgbratteale che però non formano un mwbwinvolucro. I fiori sono mwcapeduncolati. I fiori sui racemi o sulle pannocchie possono raggiungere la trentina di unità. Dimensione media dell'infiorescenza: 10 – 30mwcq cm.

Fiori

I fiori di questo genere sono considerati fiori arcaici, o perlomeno derivati da fiori più arcaici dalla struttura mweqaciclica. Il mwegperianzio è formato da due mwewverticilli: gli elementi esterni hanno una funzione di protezione e sono chiamati mwfatepali o mwfqsepali (la distinzione dei due termini in questo caso è ambigua e quindi soggettiva); quelli interni sono dei nettaricite-ref-4[4] (in questo fiore la corolla è praticamente assente). I fiori sono pentameri (a cinque elementi) a simmetria mwggzigomorfa (o bilaterale) ed mwgwermafroditi. Il colore del perianzio è blu, violetto o anche giallo-biancastro. Dimensione media dei fiori: 25 – 35mwha mm.

• Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente mwjaformula fiorale (il disegno a lato mostra anche il diagramma fiorale della mwjqspecie tipo):

mwkamwkqmwkgmwkwmwlax K 5, C 2, A numerosi, G 5 (supero)cite-ref-5[5]

• Calice: il mwmwcalice ha cinque mwnasepali (o mwnqtepali) di tipo mwngpetaloideo, molto diversi fra loro, di cui il superiore ha la forma di elmo o casco a geometria emisferica con alla base un prolungamento a forma di becco (più o meno pronunciato). Degli altri sepali due hanno una disposizione laterale a forma ovale; i due inferiori sono più lineari e mwnwlanceolati a portamento ciondolo. I sepali non sono persistenti alla fruttificazione. La dimensione dell'elmo (importante da un punto di vista mwoatassonomico) va da una forma più o meno emisferica (è largo quanto alto) a delle forme anche molto allungate (l'altezza è 3 o più volte maggiore della larghezza). Altezza dell'elmo: 10 – 50mwoq mm.
• Corolla: la mwowcorolla è praticamente assente; i mwpapetali interni 2 (in totale 8) sono delle foglie trasformate in produttori di mwpqnettare ed hanno una forma cilindrica spiraleggiante un po' clavata (a martelletto), in alcuni casi sono ricurvi. Quelli sterili (i rimanenti 6) sono delle linguette atrofizzate.

• Androceo: gli mwrqstami di colore scuro sono numerosi (da 25 a 50) a disposizione spiralata. Il polline è tricolpato (con tre aperture).
• Gineceo: i mwrwcarpelli (mwsasessili e spiralati) sono 3 - 5. I mwsqpistilli contengono da 10 a 20 mwsgovuli. Gli ovari sono mwswsuperi.

Frutti

Il mwuwfrutto è costituito da un aggregato di 3 - 5 mwvacapsule o mwvqfollicoli mwvgsessili e mwvwpolispermi (frutto secco sviluppato longitudinalmente con delle fessure per la fuoriuscita dei mwwasemi); la forma è cilindrica-oblunga con fianchi debolmente venati. Ogni follicolo termina con un becco diritto. All'interno del follicolo sono contenuti numerosi semi piccoli di colore bruno e dalla superficie rugosa (possono essere lamellati). Lunghezza del becco: 2 – 3mwwq mm.

Riproduzione

• Impollinazione: l'mwxqimpollinazione è garantita soprattutto da diversi insetti, come api e vespe in quanto sono piante nettarifere (mwxgimpollinazione entomogama).
• Riproduzione: la fecondazione avviene sia tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra), ma anche per divisione del piede (propagazione tipicamente orticola).

Distribuzione e habitat

Per questo genere il tipo mwygcorologico definito è "Circumboreale-Artico", per cui a latitudini basse preferisce scegliere mwywhabitat a quote medio-alte. Le mwzaspecie del mwzqgenere "Aconito" in mwzgItalia sono distribuite soprattutto al nord (nelle mwzwAlpi) e prediligono zone non troppo soleggiate e lievemente umide ai margini dei boschi a quote medie (difficilmente scendono verso il piano). Al di fuori delle Alpi questo genere è presente nei mw0aCarpazi e anche in molte altre catene montuose europee (soprattutto la specie mw0qmw0gAconitum napellus). È altrettanto presente nella flora asiatica (qui si ha la concentrazione maggiore di specie): mw0wAsia Orientale e mw1aAsia Meridionale (India). Qualche specie è presente anche nelle catene montuose del mw1qNord America (mw1gAconitum delphiniifolium nativo del mw2aCanada e mw2qAlaska).

Tassonomia

Il mw3qgenere mw3gAconitum comprende 311 mw3wspeciecite-ref-powo-science-kew-org-1-1[1] (una dozzina delle quali sono spontanee dei territori italiani) distribuite soprattutto nelle regioni temperate. La mw5afamiglia delle mw5qRanunculaceae invece comprende oltre mw5g2000 mw5wspecie distribuite su circa 47 mw6agenericite-ref-botsist-6-0[6] (mw7q2500 specie e 58 generi secondo altre fonti).cite-ref-7[7]
L'assetto mw8wtassonomico di questo genere in questi ultimi decenni ha subito più di qualche modifica e revisione. Ad esempio le specie mw9aA. vulparia e mw9qA. lamarckii (descritte da Pignatti nella "Flora d'Italia")cite-ref-8[8] sono state incluse nella specie mw-gAconitum lycoctonum mw-wL. emend. Koelle.cite-ref-civf-9-0[9] Oppure le sottospecie mwaqaA. variegatum subsp. mwaqepaniculatum e mwaqiA. variegatum subsp. mwaqmvalesiacum sono state trasferite nella specie mwaqqAconitum degeni mwaquGáyer.cite-ref-civf-9-1[9]
All'interno del genere le vari specie sono raggruppate in mwaqssottogeneri e sezioni. L'elenco seguente indica alcune di queste sottodivisioni:

• Subgen. mwaq4Aconitum
• Subgen. mwaraGymnaconitum mware(Stapf) Rapaics (1905)
• Subgen. mwarmLycoctonum mwarq(DC.) Peterm.(1847)
• Subgen. mwaryParaconitum mwarcRapaics (1907)
• Subgen. mwarkTuberaconitum mwaroRapaics (1907)

Qui di seguito viene proposta una mwar0classificazione scientifica (tradizionalmente accettata) di questo mwar4genere:

mwasimwasmFamiglia: mwasqRanunculaceae, definita dal botanico francese mwasuAntoine-Laurent de Jussieu (1748-1836) nel 1789 nella pubblicazione "mwasyGenera Plantarum, secundum ordines naturales disposita juxta methodum in Horto Regio Parisiensi". mwascmwasgmwaskmwasoSottofamiglia: Ranunculoideae, definita dal botanico scozzese Arnott George Walker-Arnott (1799-1868) nel 1832 in una pubblicazione della mwas0Enciclopedia Britannica. mwas4mwas8mwatamwateTribù: Aconiteae mwatmHoran. (1847) (in altri testi:cite-ref-10[10] Delphinieae mwatkL.) mwatomwatsmwatwmwat0Genere: mwat4Aconitum mwat8L..

Le ultime ricerche sulla mwauifamiglia delle mwaumRanunculaceae mettono in discussione la mwauqclassificazione precedente proponendone una più in linea con gli ultimi studi mwauufilogeneticicite-ref-cai-11-0[11] (anche se – come affermano gli stessi ricercatori – sono richieste ulteriori prove per inserire definitivamente il mwauoclade delle "Delphineae" nella mwaussottofamiglia delle "Helleboroideae"):

mwau4mwau8mwavamwaveSottofamiglia: Helleboroideae (comprendente le seguenti tribu: Trollieae, mwavqCimicifugeae, Helleboreae e Delphineae) mwavcmwavgmwavkmwavoTribù: Delphineae (con i seguenti generi: mwavwmwav0Consolida, mwav4mwav8Delphinium e mwawaAconitum)

Filogenesi

Nell'ambito della mwawgfamiglia delle mwawkRanunculaceae, le cui mwawosequenze nucleotidiche convalidano l'ipotesi di un'origine mwawsmonofiletica, il mwawwgenere mwaw0Aconitum (insieme ai generi affini mwaw4mwaw8Actaea, mwaxamwaxeCaltha, mwaximwaxmHelleborus, mwaxqmwaxuTrollius, mwaxymwaxcNigella e mwaxgmwaxkDelphinium) rappresenta un mwaxosottoclade basato sui mwaxstepali mwaxwpetaloidi (anche se per il momento le sequenze nucleotidiche non lo confermano).cite-ref-botsist-6-1[6]
Un'ulteriore affinità mwayifilogenetica si ha con il genere mwaymmwayqDelphinium: tra i due generi sono presenti delle analogie nel mwayucariotipo, la produzione di mwayyalcaloidi come mwaycditerpene e alcune similitudini nella mwaygmorfologia floreale.cite-ref-efloras-2-1[2]
Un recente studiocite-ref-cai-11-1[11] (dal quale è stato tratto il mwazicladogramma semplificato della figura a lato) fatto in base ad analisi filogenetiche molecolari di alcune specie della famiglia delle Ranunculaceae (per il genere “Aconitun” sono state usate soprattutto delle specie originarie dell'mwazmAsia orientale) conferma un clade per i generi mwazqmwazuDelphinium, mwazymwazcConsolida e mwazgAconitum. Affinità sostenute anche da un punto di vista morfologico; infatti tutti e tre questi generi hanno mwazkinfiorescenze di tipo mwazoracemoso, fiori mwazszigomorfi, mwazwfollicoli liberi e contengono anche l'mwaz0alcaloide tipo mwaz4diterpene (che non è presente in altre specie della famiglia).

Variabilità

Tutte le specie di mwaaeAconitum si presentano con grande variabilità facilitata da cause di isolamento e di mwaaiibridazione e di conseguenza con problemi di mwaamclassificazione (vedi sopra). Spesso si tratta di individui mwaaqpoliploidi. La variabilità di queste specie si manifesta in molti caratteri: la lunghezza dei segmenti delle foglie, l'mwaauinfiorescenza (lassa o densa), l'altezza del fusto, la forma e dimensioni dell'elmo. Gli elementi che maggiormente caratterizzano questi fiori sono la forma dell'elmo e il tipo di infiorescenza. Nelle immagini qui sotto queste caratteristiche sono schematizzate in riferimento ad alcune precise specie di mwaayAconitum:
mwaag
mwaaw

Specie spontanee italiane

Per meglio comprendere ed individuare le varie mwabespecie del mwabigenere (solamente per le mwabmspecie spontanee della flora italiana) l'elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche, vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distinguere una specie dall'altra (da Pignatticite-ref-12[12] aggiornato secondo la pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora" di AA.VV.cite-ref-13[13]).

• mwab4Gruppo 1A: il colore dei fiori è giallo o biancastro;

• mwaceGruppo 2A: l'elmo è 2 – 3 volte più alto che largo; la parte sotterranea del fusto è un mwacirizoma fibroso ma non mwacmtuberiforme;

• mwacymwaccA. lycoctonum L. emend. Koelle - Aconito vulparia: altezza della pianta 5 – 12 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwacgemicriptofita scaposa (mwackH scap); il mwacotipo corologico è mwacsEurasiatico. L'mwac0habitat tipico sono le forre ombrose e umide; è comune più o meno su tutto il territorio italiano (isole a parte) fino ad un'altitudine compresa tra 100 e mwac42100 mwac8m mwadas.l.m..

• mwadiGruppo 2B: l'elmo è più o meno alto quanto largo; la parte sotterranea del fusto è un rizoma ingrossato e tuberoso;

• mwadumwadyA. anthora L. - Aconito antora: altezza della pianta 5 – 10 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwadcgeofita rizomatosa (mwadgG rhiz); il mwadktipo corologico è mwadoOrofita – Sud Est Europeo. L'mwadwhabitat tipico sono le zone aride e rupestri; è comune solamente nelle mwad0Alpi fino ad un'altitudine compresa tra 300 e mwad41500 mwad8m mwaeas.l.m..

• mwaeiGruppo 1B: il colore dei fiori è blu o violetto;

• mwaeuGruppo 3A: l'mwaeyinfiorescenza è del tipo a pannocchia ramosa; l'elmo è alto da 0,6 a 2,5 volte la larghezza;

• mwaekGruppo 4A: i fiori sono riuniti in densi gruppi; i rami dell'infiorescenza sono mwaeoglabri o appena mwaespubescenti; l'elmo è 1 – 2,5 volte più alto che largo; i nettari sono diritti;

• mwae4mwae8A. variegatum L. - Aconito screziato: altezza della pianta 4 – 15 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwafageofita rizomatosa (mwafeG rhiz); il mwafitipo corologico è mwafmOrofita – Centro Europeo. L'mwafuhabitat tipico sono le forre umide e i boschi montani; è comune solamente nelle Alpi fino ad un'altitudine compresa tra 500 e mwafy2000 mwafcm mwafgs.l.m..

• mwafoGruppo 4B: i fiori sono distanziati; i rami dell'infiorescenza sono cosparsi di peli ghiandolosi; l'elmo è 0,6 – 1 volta più alto che largo; i nettari sono ripiegati in avanti;

• mwaf0mwaf4A. degeni Gàyer s.l. - Aconito pannocchiuto: altezza della pianta 5 – 12 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwaf8geofita rizomatosa (mwagaG rhiz); il mwagetipo corologico è mwagiOrofita – Sud Europeo. L'mwagqhabitat tipico sono i boschi montani di mwagufaggete; è comune solamente nelle Alpi fino ad un'altitudine compresa tra 300 e mwagy2000 mwagcm mwaggs.l.m..

• mwagoGruppo 3B: l'infiorescenza è del tipo a spiga densa con asse diritto; l'elmo è alto da 0,3 a 0,7 la larghezza (mwagsGruppo di A. napellus);

• mwag4Gruppo 5A: l'asse dell'infiorescenza è cosparso da peli semplici (o anche può essere glabro);

• mwaheGruppo 6A: i peli dell'infiorescenza sono ricurvi; l'elmo (esternamente) è sparsamente peloso;

• mwahqmwahuA. napellus L. - Aconito napello: altezza della pianta 5 – 15 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwahygeofita rizomatosa (mwahcG rhiz); il mwahgtipo corologico è mwahkEuropeo. L'mwahshabitat tipico sono i pascoli alpini e le vicinanze delle malghe; è comune solamente nelle Alpi fino ad un'altitudine compresa tra 600 e mwahw2600 mwah0m mwah4s.l.m..

• mwaiaGruppo 6B: l'infiorescenza è quasi glabra; l'elmo è fondamentalmente glabro;

• mwaimGruppo 7A: i mwaiqsemi hanno una forma cilindrica con superficie rugosa ma senza lamelle; il mwaiupolline ha un diametro di 33 – 35 micron; i segmenti delle foglie sono larghi 3mwaiy mm; il segmento mediano è inciso fino a 2/3 della lunghezza;

• mwaikmwaioA. tauricum Wulfen - Aconito taurico: altezza della pianta 5 – 15 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwaisgeofita rizomatosa (mwaiwG rhiz); il mwai0tipo corologico è mwai4Orofita – Sud Est Europeo. L'mwajahabitat tipico sono le praterie rase alpine anche rocciose; è comune solamente nelle Alpi orientali fino ad un'altitudine compresa tra 600 e mwaje2600 mwajim mwajms.l.m..

• mwajuGruppo 7B: i semi hanno 7 – 8 lamelle; il polline ha un diametro di 37 – 38 micron; i segmenti delle foglie sono larghi meno di 3mwajy mm; il segmento mediano è inciso fino a 5/7 della lunghezza;

• mwajkA. angustifolium Rchb. - Aconito a foglie strette: altezza della pianta 5 – 15 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwajsgeofita rizomatosa (mwajwG rhiz); il mwaj0tipo corologico è mwaj4Endemico - Alpico. L'mwakahabitat tipico sono i prati umidi e la vicinanza alle malghe; si trova solamente nella mwakeprovincia di Udine fino ad un'altitudine compresa tra 750 e mwaki1600 mwakmm mwakqs.l.m..

• mwakyGruppo 5B: l'asse dell'infiorescenza è cosparso da peli ghiandolari mwakcpatenti;

• mwakoA. burnatii Gàyer - Aconito di Burnat: altezza della pianta 5 – 15 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwakwgeofita rizomatosa (mwak0G rhiz); il mwak4tipo corologico è mwak8Orofita – Sud Ovest Europeo. L'mwalehabitat tipico sono i prati umidi e la vicinanza alle malghe; si trova solamente nella regione piemontese fino ad un'altitudine compresa tra mwali1500 e mwalm2300 mwalqm mwalus.l.m..

Specie alpine italiane

Tutte le mwalgspecie spontanee della flora italiana di questo genere vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'mwalkhabitat, al mwalosubstrato e alla distribuzione di questi fiori relativamente allo specifico areale alpino.cite-ref-14[14]

| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H 2 O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A. angustifolium | 11 | montano | Ca | basico | basso | arido | B6 C1 C3 F7 G4 | UD |
| A. anthora | 11 | montano subalpino | Ca | basico | medio | secco | F2 F5 | tutto l'arco alpino (escl. VC NO SO BZ UD) |
| A. burnatii | 11 | subalpino | Ca – Si | neutro | alto | umido | B4 G5 F2 | TO |
| A. degeni subsp. paniculatum | 11 | montano subalpino | Ca – Si | neutro | alto | medio | G2 | tutto l'arco alpino (escl. VA) |
| A. degeni subsp. valesiacum | 11 | montano subalpino | Ca – Si | neutro | alto | medio | G2 | AO |
| A. lycoctonum subsp. neapolitanum | 11 | montano subalpino | Ca – Si | basico neutro | alto | umido | G2 | tutto l'arco alpino (escl. VA) |
| A. lycoctonum subsp. vulparia | 14 | montano subalpino | Ca – Si | basico neutro | medio | umido | I2 | tutto l'arco alpino (escl. VC TN) |
| A. napellus subsp. neomontanum | 11 | montano subalpino | Ca – Si | neutro | alto | umido | B4 G2 | VC NO CO BS BG TN BZ |
| A. napellus subsp. vulgare | 5 | subalpino | Ca – Si | neutro | alto | umido | B4 F5 G2 | CO BS TN BZ BL UD |
| A. tauricum | 11 | subalpino | Ca/Si - Si | neutro | alto | medio | F2 F5 | tutto l'arco alpino (escl. VC NO SO BZ UD) |
| A. variegatum subsp. nasutum | 11 | montano subalpino | Ca – Si | basico neutro | medio | medio | G2 | tutto l'arco alpino (escl. AO VC NO VA BS UD) |
| A. variegatum subsp. variegatum | 14 | montano subalpino | Ca – Ca/Si | basico neutro | medio | secco | I2 | TN BL |

Legenda e note alla tabella.
Per il "substrato" con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

mwayymwaycComunità vegetali: mwaygmwayk5 = comunità perenni nitrofile mwayo11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri mways14 = comunità forestali
mway0Ambienti: mway4mway8B4 = riposi del bestiame mwazaB6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali mwazeC1 = ambienti sabbiosi, affioramenti rocciosi mwaziC3 = ghiaioni, morene e pietraie mwazmF2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino mwazqF5 = praterie rase subalpine e alpine mwazuF7 = margini erbacei dei boschi mwazyG2 = praterie rase dal piano collinare a quello alpino mwazcG4 = arbusteti e margini dei boschi mwazgI2 = boschi di latifoglie

Generi simili

I mwazsgeneri che più si avvicinano a quello di questa voce sono: mwazwmwaz0Delphinium e mwaz4mwaz8Consolida entrambi compresi nella mwa0afamiglia delle mwa0eRanunculaceae. Nel paragrafo "Sistematica" e "Filogenesi" sono indicate le affinità tra questi tre gruppi. Le differenze invece consistono soprattutto nella mwa0imorfologia del fiore: in mwa0mDelphinium i mwa0qsepali sono aperti, mentre in mwa0uConsolida sono più mwa0ylanceolati; inoltre entrambi i fiori di questi generi sono vistosamente speronati (il sepalo superiore che nellmwa0c'mwa0gAconitum ha la forma di un casco, mentre in questi due tipi di fiori è prolungato all'indietro a forma di uno stretto tubo conico).

Usi

Farmacia

Tutti gli “aconiti” sono velenosi (contengono mwa00alcaloidi tipo mwa04diterpene e mwa08glucosidi – soprattutto l'mwa1aaconitina). L'impiego dellmwa1e'mwa1iAconitum in campo medico è ricordato da mwa1mDioscoride Pedanio nel suo trattato e fu riconsiderato dal medico austriaco Anton von Stoerck (1731mwa1u – 1803) ricordato per le sue ricerche cliniche sulle proprietà medicinali (ma anche sui vari livelli di tossicità) di varie erbe. In un lavoro del 1763 egli descrisse le sensazioni provocate dallmwa1y'mwa1cAconitum (eccesso di salivazione, intorpidimento degli arti, formicolio) e propose l'impiego della pianta a scopo curativo per alleviare dolori reumatici, gonfiore e dolori nevralgici. Si deve aggiungere comunque che l'uso degli aconiti nella medicina moderna si è in gran parte attenuato nel decennio 1930mwa1g – 1940.cite-ref-efloras-2-2[2]
Questa pianta estremamente velenosa in forma selvatica ma usata in campo farmacologico, in dose minima, perde gran parte del suo potenziale velenoso. L'mwa14aconitina, infatti, è mortale in dosi da 1 a 5 milligrammi e viene considerata uno dei veleni più potenti che si conoscano al giorno d'oggi. I sintomi per avvelenamento di queste piante sono nausea, vomito, diarrea, bradicardia, aritmia e infine arresto cardiaco e morte.
Nella medicina popolare, anticamente, venivano usate le radici opportunamente essiccate per le seguenti proprietà medicamentose: antinfiammatorie (attenua uno stato infiammatorio), antireumatiche (attenua i dolori dovuti all'infiammazione delle articolazioni), vermifughe (elimina i vermi intestinali) e analgesiche (attenua in generale il dolore).

Giardinaggio

Queste piante vengono soprattutto coltivate come fiori ornamentali grazie all'elegante contrasto tra i fiori e il ricco e decorativo fogliame (è del 1790 l'introduzione nei giardini europei della bella specie mwa2iAconitum japonicum).cite-ref-15[15] Sono piante rustiche (di facile impianto e mantenimento) e in genere si adattano a qualsiasi tipo di ambiente, tuttavia è bene precisare che necessitano di un terreno possibilmente umido e ricco di mwa2gHumus. Alcune specie di mwa2kAconitum (come lmwa2o'mwa2sAconitum japonicum e lmwa20'mwa24mwa28Aconitum lycoctonum) necessitano un terreno di brughiera e una posizione estremamente ombreggiata. Superano facilmente i rigori dell'inverno. Si propagano facilmente per divisione del piede.

Notizie culturali

L'antichità della pianta (nella conoscenza umana) è testimoniata da una ricca documentazione storica, mitologica, poetica e altro. Qui di seguito vengono riportate alcune testimonianze e curiosità.cite-ref-16[16]

• Secondo un antico mito, mwa3gErcole nella sua mwa3kdodicesima fatica affrontò il mostruoso cane mwa3oCerbero, custode dell'mwa3sInferno. Durante la lotta, la bava del mostro cadendo a terra si trasformò in un velenoso aconito. Per questo sia mwa3wGreci che mwa30Romani dedicarono questa pianta alla regina dell'mwa34Ade, mwa38Ecate nel cui giardino, si pensava, crescevano copiosamente questi fiori.
• Anche i personaggi mwa4eomerici sono in qualche modo interessati da questi fiori. mwa4iChirone, il mwa4mCentauro maestro di mwa4qAchille, venne ucciso accidentalmente da una freccia intinta nel succo di napello.
• La strega mwa4yMedea (la "regina" di tutte le maghe di questo mondo) cercò di uccidere mwa4cTeseo per impedirgli il ritorno presso il padre mwa4gEgeo con un infuso contenente tra l'altro aconito.
• Nei miti di mwa4oOdino (nella mitologia norvegese) l'elmo del fiore viene rappresentato come il "cappello delle tenebre", capace di rendere invisibile colui che lo indossasse. In alcuni nomi volgari nordici di queste piante emerge il ricordo di questa mitologia: "Elmo di Odino", "Cappello di Thor" o "Elmo di Tyr".

Note

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Collegamenti esterni

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